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Incontro PacioloGrande successo al Paciolo per l’incontro professionale dedicato agli studenti SIA. I prof: “Più momenti come questo per ispirare i ragazzi”
Secondo gli ultimi dati di The European House – Ambrosetti e Microsoft Italia, nel 2026 nel nostro Paese mancheranno 2 milioni di persone con competenze digitali. Eppure, le scuole italiane oggi sono piene di giovani cosiddetti “nativi digitali”, la cui passione per il mondo tecnologico e informatico è tutta da coltivare e indirizzare con efficacia al mercato del lavoro. Creare un ponte tra questi due fronti è centrale per il futuro collettivo, ma per riuscirci serve anche la capacità di coinvolgere gli studenti oltre le tradizionali lezioni frontali in aula.
Incontro Paciolo Queste le basi su cui poggia l’incontro tenutosi tra le classi superiori SIA (Sistemi Informativi Aziendali) dell’Istituto Paciolo D’Annunzio di Fidenza e Francesco Bonizzi, sviluppatore di software e videogiochi under 35, nonché Cto della startup milanese Tuduu. Un appuntamento non tanto didattico, quanto di confronto aperto e “vita vera”, per colmare quella distanza tra studi e pratica professionale percepita spesso come demotivante dai ragazzi. A idearlo è stata la professoressa di lettere Manuela Pedà, che ha poi organizzato il tutto insieme al collega e professore di informatica Pasquale Lonetti. “A fronte di alunni che trascorrono ore ed ore immersi in videogiochi quali Brawl Stars e Clash of Clans, che hanno in personaggi come cicciogamer89 un riferimento, mi sono detta: perché non partire da questa loro passione per stimolarli a fare un passo in più anche in termini di impegno e pratica? Sia Francesco Bonizzi, che ringrazio per la disponibilità a titolo gratuito, sia il professor Lonetti hanno subito accettato con entusiasmo la proposta”, spiega la professoressa Pedà. “Ne è nato un incontro di incredibile successo”, le fa eco il professor Lunetti: “I ragazzi sono stati attentissimi, desiderosi di fare domande e fortemente ispirati, tanto da continuare a parlarne anche dopo. Spero che appuntamenti come questo, che contribuiscono al loro avvenire, possano trasformarsi in un progetto stabile e strutturato”.