Area BES e PAI

E' ONLINE IL NUOVO SITO

Si avvisa che dal 18/11/2019 è online il nuovo sito del Paciolo-D'Annunzio. Ci scusiamo con l'utenza se alcune pagine risultano ancora in costruzione. Stiamo lavorando per caricare tutti i nuovi contenuti, che saranno online a breve.

Che cos'è il Piano Nazionale per l'Inclusione (PAI)?

Il PAI è un documento che inquadra lo stato dei bisogni educativi e formativi della scuola e le azioni che si intende attivare per fornire delle risposte adeguate.

A cosa serve il PAI?


Il PAI conclude il lavoro svolto collegialmente da una scuola ogni anno scolastico e costituisce il fondamento per l’avvio del lavoro dell’anno scolastico successivo.

Il Piano Nazionale per l'Inclusione ha lo scopo di:

  • garantire l’unitarietà dell’approccio educativo e didattico della comunità scolastica;
  • garantire la continuità dell’azione educativa e didattica anche in caso di variazione dei docenti e del dirigente scolastico;
  • consentire una riflessione collegiale sulle modalità educative e sui metodi di insegnamento adottati nella scuola.

Qual è la normativa di riferimento del PAI?


Introdotto dalla Direttiva sui BES del 27/12/12 e dalla CM del 6/03/13, il PAI è stato poi oggetto di tutta una serie di note e circolari, sia nazionali sia regionali.

Perché redigere il PAI?


La redazione del PAI, come pure la sua realizzazione e valutazione, è l’assunzione collegiale di responsabilità da parte dell’intera comunità scolastica sulle modalità educative e i metodi di insegnamento adottati nella scuola per garantire l’apprendimento di tutti i suoi alunni.

Quali sono i punti fondamentali da trattare nel PAI?

  • la definizione, collegialmente condivisa, delle modalità di identificazione delle necessità di personalizzazione dell’insegnamento;
  • la definizione di protocolli e di procedure ben precise per la valutazione delle condizioni individuali e per il monitoraggio e la valutazione dell’efficacia degli interventi educativi e didattici;
  • le analisi di contesto, le modalità valutative, i criteri di stesura dei piani personalizzati, della loro valutazione e delle eventuali modifiche;
  • la definizione del ruolo delle famiglie e delle modalità di mantenimento dei rapporti scuola/famiglia in ordine allo sviluppo delle attività educative/didattiche;
  • le risorse interne ed esterne da poter utilizzare.

Quali sono i compiti della scuola?

I documenti ministeriali sui BES invitano le scuole alla valorizzazione delle risorse professionali di cui dispongono in termini di competenza, affinché possano essere adeguatamente valorizzate e messe a disposizione di tutto il corpo docente. 

Quali sono i modelli di PAI?


Il Miur ha elaborato un modello, diffuso in allegato alla Nota sul PAI, prot. 1551, da considerarsi come una prima proposta di riflessione, una semplice base di lavoro su cui lavorare per giungere alla strutturazione di un format più completo ed utile a rappresentare la ricerca educativa per l’inclusione compiuta dalle singole istituzioni scolastiche autonome.

Si pubblica quanto in oggetto relativo all'a.s. 2018-19.

Allegati:
Scarica questo file (PAI 18-19.pdf)PAI 18-19.pdf212 kB

I Bisogni Educativi Speciali (BES) sono svariati e racchiudono, oltre alla disabilità e ai disturbi specifici d’apprendimento (DSA), anche difficoltà dovute a svantaggio sociale, culturale o determinato dalla non conoscenza della lingua e della cultura italiana.

Non sono ormai rari i casi in cui i consigli di classe sono chiamati ad affrontare casi di alunni con BES e redigere, qualora ne ricorrano le condizioni, un Piano Didattico Personalizzato (PDP).

Direttiva BES

Disabili e DSA beneficiavano, ancor prima delle direttiva sui BES, e beneficiano tuttora rispettivamente del sostegno e di misure dispensative/compensative e interventi di personalizzazione della didattica (legge n. 104/92 e legge n. 170/2010).

Con la direttiva sui BES del 27/12//2012 anche gli alunni con difficoltà dovute a svantaggio sociale, culturale o perché stranieri, possono essere oggetto di interventi di personalizzazione, formalizzati nel PDP.

La normativa di riferimento è costituita dalla suddetta direttiva sui BES del 27/12/2012, dalla CM n. 8/2013 e dalla CM n. 2563/2013.

PDP

La direttiva prevede (paragrafo 1.5) la possibilità di adottare un percorso individualizzato e personalizzato per alunni e studenti con bisogni educativi speciali, anche attraverso la redazione di un Piano Didattico Personalizzato,

I consigli di classe, inoltre, sulla base della documentazione clinica prodotta dai genitori e di considerazioni di carattere psicopedagogico e didattico, possono far ricorso,  per tutti gli alunni con BES,  agli strumenti compensativi e dispensativi previsti dalla legge n. 170/2010 per gli allievi con DSA.

La circolare del MIUR n.8/2013 ha per oggetto proprio la direttiva del 2012 e di essa evidenzia la portata innovativa perché estende a tutti gli studenti in difficoltà il diritto alla personalizzazione dell’apprendimento, richiamandosi espressamente ai principi enunciati dalla legge n. 53/2003.

La circolare ribadisce l’obbligo, per gli alunni disabili e quelli con DSA, di presentare la certificazione in modo da usufruire dei benefici previsti dalla legge, e chiarisce che i consigli di classe o team di docenti (per la scuola primaria) hanno il dovere di indicare in quali altri casi sia opportuna e necessaria l’adozione di una personalizzazione della didattica ed eventualmente di misure compensative o dispensative.

Si evidenzia, inoltre, che la presa in carico degli alunni con BES deve essere frutto di una stretta collaborazione tra  scuola e famiglia.

L’avvio di un percorso di individualizzazione e personalizzazione deve essere deliberato dal consiglio di classe (o team di docenti per la scuola primaria), per poi procedere alla redazione di un PDP firmato dal dirigente scolastico (o da un docente da questi specificamente delegato), dai docenti e dalla famiglia.

Vademecum operativo DSA e BES per insegnanti e studenti (in allegato in formato pdf).

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